Utilizzare i conflitti per educare e lavorare bene insieme

“Utilizzare i conflitti per educare e lavorare bene insieme”, è questo il titolo del corso di Formazione che si terrà martedì 29 gennaio presso l’ITE E. Tosi

Realizzato con il contributo dell’Associazione “Noi del Tosi” e della Fondazione “Giuseppe Merlini”, il corso sarà condotto dal Centro PsicoPedagogico per l’Educazione e la Gestione dei conflitti di Piacenza e tenuto da Laura Petrini e Laura Beltrami, formatrici del suddetto Centro, sotto il coordinamento di Daniele Novara, Direttore del Centro e titolare della responsabilità scientifica del Corso.

Un percorso formativo che si pone come obiettivo quello di imparare ad utilizzare i conflitti senza evitarli ma cercando, al contrario, di creare una diffusa cultura delle relazioni e dei gruppi, che li includa e li consideri come area di apprendimento e cambiamento piuttosto che come blocco culturale e comunicativo sotto la percezione di un senso di minaccia.

Un’esigenza che sembra più che mai necessaria e lancia una sfida: fare in modo che le nuove generazioni di adulti che hanno responsabilità educative e di cura, abbiano gli strumenti e le abilità per strutturare ruoli e funzioni ben definiti, rileggendo quelli del passato e facendo entrare i valori della nuova comunità.

Una rilettura del conflitto che restituisca giusto peso alla sua funzione protettiva nello sviluppo sociale dei ragazzi e che permetta loro di imparare a sostenere la propria individualità senza eliminare quella altrui, attraverso comportamenti aggressivi o persino violenti.

Una sfida come detto, che coinvolge gli educatori, chiamati ad attivare processi di rivisitazione che creino competenze a partire da una nuova capacità di lettura della situazione, districandosi tra aspetti emotivi, relazionali ed organizzativi, integrando nelle pratiche di lavoro la competenza di esplicitazione, così da trasformare positivamente  lamentele e pretese implicite.

Una comunicazione “conflittuale”, che sappia chiarire il proprio punto di vista senza allarmare, sappia essere presa sul serio piuttosto che alla lettera, porre domande senza che queste diventino minacce e che permetta di ascoltare senza commentare.

I conflitti rappresentano infatti degli eccellenti sensori per finalizzare le relazioni di lavoro all’interno dei gruppi e delle organizzazioni, tra colleghi e con i genitori, tenendo conto degli aspetti affettivi, regolativi ed emozionali.

Uno strumento che offre la possibilità di determinare un campo di intervento circoscritto, restituendo a ciascuno la propria parte di responsabilità, educando al “NO” conflittuale, quello che sostiene il rapporto accettandone le complicazioni, permettendo di fare la propria parte e chiedendo agli altri di fare la loro, orientando le relazioni verso l’interesse comune.

2019-01-28T09:03:02+00:00 28 Gennaio 2019|Formazione|